norme moraliDa un discorso dell’apostolo James E. Faust del 1995, leggiamo la frase: “Evitare l’apparenza del male”. Queste parole sono state spunto per un articolo di Josie Gleave riguardo agli standard di modestia della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, conosciuta anche come Chiesa Mormone.

Evitare l’apparenza del male

Ella afferma quanto segue: “E’ interessante notare che il contesto della frase era posto come incoraggiamento a prendersi la responsabilità delle proprie azioni, ma spesso essa è usata come scusa per accettare il giudizio della nostra società.

Cerchiamo segni esteriori per qualcuno che non sta vivendo in linea con i nostri standard. Controlliamo se una donna porta i garments sotto i vestiti e ci meravigliamo se un uomo si incontra da solo con un’altra donna.

Accettare queste norme ed aderire a soluzioni di tipo ‘cerotto’, dimostra che per noi è più importante quello che i nostri vicini e colleghi di lavoro pensano di noi”.

Josie Gleave continua dicendo: “Nel mondo Mormone, abbiamo un dibattito simile circa la modestia. ‘Per la Forza della Gioventù’, sotto la voce abbigliamento e aspetto, dichiara:

Le giovani donne dovrebbero evitare le gonne e i pantaloncini troppo corti, le magliette che non coprono la pancia e i capi che non coprono le spalle o scollati, sia davanti che dietro. Anche i giovani uomini devono essere modesti nell’aspetto”.

“Questo non è giusto per ambedue le parti. Gli uomini meritano di essere degni di fiducia nello stesso modo in cui è fondamentale che si assumano le proprie responsabilità.

Le donne meritano di essere trattate come essere umani, non come oggetti di tentazione e certamente anch’esse devono assumersi le proprie responsabilità”.

I membri della Chiesa non sono perfetti, ma ciò non significa che la Chiesa non insegni i giusti principi morali, che vanno oltre l’apparenza e il criticismo.

Essa inoltre, non è un organo di controllo, ma un luogo di culto, di apprendimento e di crescita spirituale, in cui risiedono persone imperfette che si sforzano di fare del loro meglio per diventare migliori.

Quando diventiamo membri della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, entriamo in alleanza con Dio prendendo su di noi il nome di Gesù Cristo.

Gli standard morali sono la forma più elevata di rispetto per il nostro Salvatore, per noi stessi, per la nostra famiglia e per il nostro prossimo. Essi non riguardano soltanto la modestia nell’abbigliamento, ma comprendono anche norme di comportamento e di linguaggio.

Detti standard spesso criticati e mal giudicati, sono intesi dalla Chiesa non come pregiudizio per le responsabilità di rispetto reciproco mancate degli uomini e delle donne nella società, ma come norme morali per mantenere immacolato il nostro corpo, donato da Dio come tempio personale in cui far dimorare il Suo Spirito.

Il Vangelo di Gesù Cristo opera un mutamento di cuore e di stile di vita, tramite il quale viene sviluppata una più profonda sensibilità e raffinatezza spirituale che induce chi è convertito a ricercare la modestia nel modo di vestire, di parlare e di comportarsi.  

“Ma sii d’esempio ai credenti, nel parlare, nella condotta, nell’amore, nella fede, nella castità” (1 Timoteo 4:12).

La modestia è una forma di culto e di rispetto che riguarda tutti, una virtù che vive in noi fin dall’infanzia a protezione della nostra incolumità morale, che dovrebbe accompagnarci fino alla fine del nostro percorso terreno.

Nessuno principio è imposto dalla Chiesa di Gesù Cristo, oppure sottratto all’intelligenza e al buon senso personale sia dell’uomo che della donna, piuttosto esso diventa un valore aggiunto, un vessillo di dignità morale per il benessere e la protezione dei seguaci di Cristo, che come tali si distinguono proprio grazie a questi standard.

Perché seguire le norme morali?

chiesa dei sogniLe benedizioni che derivano dagli standard comportamentali

La modestia rispecchia i principi di giustizia, onestà e pudore e la moralità è il complesso delle regole di vita e di comportamento basate su valori morali.

Il desiderio di vivere una vita migliore, in una società migliore e in un mondo migliore, inizia da noi stessi e all’interno delle nostre famiglie. Non possiamo aspettarci che gli altri si assumano le proprie responsabilità senza che noi ci assumiamo le nostre.

Saremo protetti dai pericoli degli ultimi giorni, se vivremo sotto la guida di standard ispirati.

All’incrocio di un semaforo spento o lampeggiante, solitamente le auto si avvicinano lentamente alla linea dello Stop per accertarsi che la strada sia libera e venga data la precedenza, evitando così di mettere a repentaglio la propria vita e quella degli altri conducenti.

Non sappiamo se tutti seguiranno le stesse regole e avranno la stessa consapevolezza del pericolo per evitare incidenti all’incrocio del semaforo, ma l’impegno personale costante dell’osservanza delle leggi ci offrirà più possibilità di salvaguardare la nostra vita e quella degli altri.

Allo stesso modo il nostro impegno nell’osservare i comandamenti e le norme morali stabilite dal Signore, ci renderà più simili a Cristo, proteggendoci e preparandoci a ricevere l’esaltazione.

Le linee guida, gli standard e le leggi del Vangelo di Gesù Cristo sono una dimostrazione dell’amore che Dio ha per noi, esse sono uno scudo protettivo e un ponte che scorre dritto sopra le acque agitate dei mali del mondo, verso la vita eterna.

La modestia, la moralità e la virtù sono sinonimi di eleganza, grazia e bellezza e come tali daranno sempre origine a pensieri edificanti, nobili e puri, come puro è lo Spirito di Dio che vuol dimorare in noi.

Questo articolo è stato scritto da Sabrina Santalena

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Sabrina Santalena

Sabrina vive in Toscana a due passi dal mare, è diplomata in pianoforte e ha studiato composizione presso l’Istituto Superiore di Alta formazione artistica e musicale “Pietro Mascagni”. Ha molti interessi fra i quali, oltre a quelli musicali, la scrittura creativa, fare sport fra la natura e viaggiare per conoscere nuove lingue e culture. Ha vissuto importanti esperienze lavorative sia in Italia che all’estero. Ha svolto volontariato come soccorritrice del 118 e presso l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti Onlus. Ha servito come missionaria in Inghilterra e sta tuttora svolgendo incarichi per la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi giorni di cui è felice di far parte. Il Vangelo di Gesù Cristo le ha donato molto arricchendo la sua vita, per questo desidera condividerlo per un arricchimento comune di valori spirituali, sociali, culturali e di fede.
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