fidarmi di DioCome posso fidarmi di Dio quando non risponde ad una mia preghiera quando ne ho veramente bisogno, e continuare ad avere fede?

Questo tocca davvero le corde del mio cuore a livello personale perché ho un caro amico (che chiamerò Bob – non con il suo vero nome) la cui esperienza e le cui prove gli hanno fatto fare dichiarazioni simili alla tua.

Ho chiesto il suo permesso di usare la sua storia per illustrare come Dio, non solo risponde alle preghiere, ma Egli conosce te (me, ed ogni singolo individuo) ad un livello molto personale.

Questa è la storia di (Bob):

“Dopo aver commesso un grave reato contro uno familiare stretto e averlo confessato al mio vescovo, sono stato condannato a scontare una condanna nel carcere federale. Non mi sono mai sentito così imbarazzato, colpevole e triste in tutta la mia vita.

Ma, prima di tutto, all’inizio provavo rabbia per Dio, il giudice e il mio avvocato. Ero confuso e incredulo. Ho iniziato a vedere le cose in modo diverso.

Credo di essere stato costretto ad essere umile e che mi sia stata data l’opportunità di affrontare il risultato delle mie azioni e degli atti che contraddicono le chiare leggi di Dio.

Potrei condividere molte esperienze e occasioni che mi hanno confermato che Lui conosceva il mio dolore, che potevo davvero fidarmi di Dio, il mio senso di colpa e la mia sofferenza, ma condividerò quello che mi è più sacro, nella speranza che tocchi il cuore di questa sorella e le permetta di essere paziente e ferma, affinché sappia che Dio esiste e risponde alle preghiere.

Dopo molti mesi di carcere, ho iniziato a sentire la pesantezza del dolore che deriva dal commettere atti peccaminosi.

Dopo aver iniziato un “lavoro” (ai detenuti che si trovavano in una struttura di bassa sicurezza era richiesto di lavorare e io fui assegnato a lavorare nel sito di compostaggio “biodegradabile”, che era all’aperto), venni trasferito in un posto in cui ero tutto solo.

Ero in profonda contemplazione e preghiera.

Ho iniziato a valutare i miei errori ed i miei peccati, come avevo fatto negli ultimi 14 mesi in prigione. Ho cominciato a piangere mentre cercavo di pregare Dio.

Ero in lacrime mentre Lo supplicavo di perdonarmi. Facevo affermazioni del tipo “so che non sono degno Padre, ma per favore perdonami” e “come ho potuto essere così stupido?”.

Mentre i miei pensieri diventavano sempre più intensi, ho iniziato a singhiozzare incontrollabilmente fino al punto di cadere in ginocchio.

Il tempo era stato nuvoloso per molte settimane e non avevamo visto la luce del sole per tanto tempo. Le nuvole erano basse e, sebbene fosse mezzogiorno, era comunque un giorno buio.

Mentre ero in ginocchio e con una sensazione di disperazione pesante e inconsolabile, in quel momento, ho sentito un calore che non avevo mai sentito prima.

Poiché ero in ginocchio e pregavo, i miei occhi erano chiusi, la luce ha cominciavo a diventare sempre più chiara, e ho sentito che dovevo aprire gli occhi (anche se le mie preghiere non erano finite, come si fa di solito), ed in quel momento, ho guardato in basso e ho visto la mia stessa ombra.

Poi ho guardato avanti e ho visto le stesse nuvole scure che erano presenti in lontananza, proprio così, mi sono chiesto “come può essere?”. Perplesso e un po’ confuso, ho alzato lo sguardo e ho visto i raggi del sole che sbucavano attraverso le nuvole e splendevano proprio dove ero inginocchiato, illuminandomi.

Il riflesso non era particolarmente forte e neanche evidente, ma era lì perché potessi vederlo e sentirlo. Ho finalmente capito che QUESTO era Dio che mi faceva sapere che era lì, ad ascoltare le mie preghiere.

Nello stesso momento, le nuvole si sono chiuse ed è tornata l’oscurità di un giorno nuvoloso. La sensazione di un forte dolore si è trasformata in un sentimento di speranza e di grande gratitudine.

Non ho dubbi che Dio risponda alle preghiere e che posso sempre fidarmi di Dio, a volte, ci vuole molta pazienza e preghiera per capire le sue risposte. Ora sono tornato in chiesa, battezzato di nuovo ed in attesa di ricevere le mie benedizioni del sacerdozio.

Vorrei non aver dovuto imparare questa lezione nel modo in cui l’ho imparata, ma sono contento di essere andato in prigione perché è lì che mi sono avvicinato al mio Padre Celeste “.

Fidarmi di Dio

Ci sono molti riferimenti scritturali e discorsi della Conferenza generale, di aneddoti personali di persone che conoscono Dio e sviluppano/rafforzano la loro testimonianza di Colui che chiamano Padre.

Ti invito a non mollare. Sii chiara e precisa nelle tue preghiere e formula le tue domande in questo modo che tu possa capire le risposte. Soprattutto, non mollare.

Quando Cristo era sulla croce e poco prima della sua dipartita terrena, chiese a Suo Padre: “Eli, Eli, lama sabachthani”. Ora siede alla destra di Dio. Se siamo diligenti e manteniamo la nostra fede ed obbedienza, saremo benedetti oltre la nostra comprensione.

Devo sempre fidarmi di Dio, addirittura quando sembra che Lui non risponda alle mie preghiere. 

Questo articolo è stato pubblicato da Gramps e si trova sul sito askgramps.org Questo articolo è stato tradotto da Sabrina Santalena

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Sabrina Santalena

Sabrina vive in Toscana a due passi dal mare, è diplomata in pianoforte e ha studiato composizione presso l’Istituto Superiore di Alta formazione artistica e musicale “Pietro Mascagni”. Ha molti interessi fra i quali, oltre a quelli musicali, la scrittura creativa, fare sport fra la natura e viaggiare per conoscere nuove lingue e culture. Ha vissuto importanti esperienze lavorative sia in Italia che all’estero. Ha svolto volontariato come soccorritrice del 118 e presso l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti Onlus. Ha servito come missionaria in Inghilterra e sta tuttora svolgendo incarichi per la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi giorni di cui è felice di far parte. Il Vangelo di Gesù Cristo le ha donato molto arricchendo la sua vita, per questo desidera condividerlo per un arricchimento comune di valori spirituali, sociali, culturali e di fede.
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