Il significato della vita e l'epidemia di suicidi Il suicidio è diventato una vera epidemia. I tassi di suicidio sono in aumento in quasi tutti gli Stati Uniti. In alcune aree sono aumentati del 30% o più, e questo non è normale. Sta succedendo qualcosa. Ma cosa? E perché?

Il suicidio e la salute mentale

La gente dirà che il suicidio è in aumento perché non stiamo facendo abbastanza per combattere la “crisi della salute mentale“, ma questa da sola non può essere la causa.

Non siamo mai stati più consapevoli, o più proattivi, nei riguardi dei problemi della salute mentale, eppure il tasso dei suicidi continua a salire. In passato, quando nessuno aveva mai sentito parlare di “salute mentale”, il tasso era una frazione di quello di oggi.

Le spiegazioni puramente psicologiche non reggono. Chiaramente c’è un problema più profondo.

Penso che il problema sia il vuoto. C’è un vuoto al centro della nostra cultura e da questa radice cresce l’epidemia del suicidio. Siamo fuggiti da Dio, dal significato della vita, dal suo scopo e abbiamo abbracciato un tipo gentile di nichilismo; un nichilismo che non si chiama nichilismo.

Usa altre parole e slogan per descriversi: “si vive una volta sola”, “vivi la tua verità”. Alla gente viene detto che c’è solo una vita, una realtà, e non ha alcun significato a parte ciò che si vive al momento.

Ma cosa accade quando non si vede più il significato della vita per intero? Bene, la nostra cultura dice che se non lo vedi, allora non esiste.

Coloro che cercano la felicità seguendo queste vie logore cadranno inevitabilmente in questa fossa. Se fate ciò che fanno tutti gli altri, vivete come vivono e seguite le loro orme, finirete nella stessa oscurità.

Inizierete a sentire che non c’è speranza da nessuna parte e non c’è vera bellezza o gioia nella vita.

E questo è lo stato in cui molti di noi vivono. Una grande moltitudine di persone, in Europa, si crogiola in questa nichilistica disperazione, in una vita vuota e priva di sostanza.

Essi lottano e si agitano e cercano aiuto, ma spesso la mano che li agguanta li trascina sempre più in profondità nella fossa.

E la stessa cosa succede ogni volta che una persona famosa si suicida. Immediatamente difendiamo quell’atto, per garantirci che nessuno dica nulla di negativo a riguardo.

Insistiamo sul fatto che il suicidio non è altro che il risultato di una “malattia mentale”.

Una persona depressa muore suicida nello stesso modo in cui una persona può morire di cancro al seno. Consegniamo elogi, lacrime ed ammirazione alla celebrità defunta ed esprimiamo la nostra speranza che abbia “trovato la pace”.

E a cosa serve questo? Come stiamo aiutando una persona suicida suggerendo esplicitamente che il suicidio è un mezzo per avere la pace?

Come lo aiutiamo dicendogli che non ha scelta, che la sua depressione potrebbe semplicemente ucciderlo un giorno, totalmente contro la sua volontà? Che servizio forniamo dicendogli che non ha alcun potere, nessuna alternativa, nessun libero arbitrio?

E poi restiamo scioccati quando un’altra persona lo fa. E la prossima. E la prossima ancora.

Ed ogni volta reagiamo allo stesso modo, diciamo le stesse cose e pensiamo che stiamo facendo qualcosa per aiutarli, finché non diamo il numero del telefono amico, per chi vuole suicidarsi.

È bello incoraggiare le persone a ricevere aiuto, parlare con qualcuno, essere raggiunte da qualcuno. Stiamo facendo qualcosa di buono, dalla parte giusta.

Ma andiamo pericolosamente fuori rotta con tutto il resto. E la crisi peggiora solo perché ci rifiutiamo di risalire fino alle sue radici.

Ci fermiamo al cervello, alle reazioni chimiche e ai disturbi psicologici, ma non ci fermiamo mai a chiederci perché tutti i nostri cervelli siano apparentemente andati in tilt nei tempi moderni.

Se tutto questo è solo questione di disturbo mentale, perché diavolo questi “disturbi mentali” sono diventati così comuni ora?

Il significato della vita

stupidi erroriPenso che sia perché questi disturbi non siano puramente psicologici. Vanno oltre il nostro cervello e le nostre anime, arrivano dal vuoto.

Ciò che tutti desiderano ardentemente nelle loro ossa è la verità e il significato della vita. Non vuol dire che tutti accettino il significato della vita arbitrariamente, ma comunque esso è oggettivo ed intrinseco ed è al di là della nostra capacità di cancellarlo o cambiarlo.

La nostra cultura ci dice che non esiste nulla del genere: c’è solo questo mondo fisico e il nostro ego e qualsiasi cosa decidiamo di fare va bene.

E se non facciamo niente e non troviamo nulla di significativo, allora la nostra vita non ha senso e non c’è ragione per continuare a vivere.

Se qualcuno si sente in questo modo, sì, è bello dargli i numeri da chiamare e dirgli che non è solo ed incoraggiarlo a parlare con qualcuno che si prenderà cura di lui. Ricordo tutte quelle esortazioni.

Ma non è abbastanza; le persone hanno bisogno di qualcosa di più. Hanno sicuramente bisogno della terapia e dei numeri di telefono, Hanno persino bisogno della consapevolezza che gli altri li amino; ma soprattutto hanno bisogno di significato.

Hanno bisogno di speranza. Hanno bisogno che ci sia uno scopo in tutto questo, una ragione.

Bene, abbiamo motivo di lodare Dio perché c’è una ragione, c’è uno scopo, c’è un significato. Dio è il nostro fondamento, la nostra verità, il nostro scopo e la sostanza delle nostre vite.

Non siamo semplici incidenti. Non siamo grumi di polvere che si sono sviluppati a caso dalla Terra e in qualche modo hanno sviluppato la coscienza e un codice morale e la capacità di amare.

Non ha senso e  lo sappiamo tutti quanti. E ci uccidiamo letteralmente per poter dare un senso a tutto ciò.

Esiste un carattere trascendente e spirituale per l’umanità e noi tutti lo riconosciamo in modo innato. Quando lo rifiutiamo cadiamo nella disperazione e cerchiamo di separarci da esso e da noi stessi.

La speranza si trova dall’altra parte, nella direzione opposta. La speranza si trova quando abbracciamo chi siamo, come figli di Dio, e manteniamo i nostri occhi e il cuore concentrati sull’eternità, a casa. Dio ci vuole lì con Lui.

Ma non ancora. C’è ancora molto da fare qui, ancora più vita da vivere e possiamo viverla con gioia, sapendo che c’è un significato e uno scopo in tutto questo.

Questo articolo è stato scritto da Matt Walsh e pubblicato sul sito dailywire.com. Questo articolo è stato tradotto da Cinzia Galasso.

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Cinzia Galasso

Cinzia è un'impiegata ed una traduttrice. Ha una laurea in Scienze dell'Educazione e ha anche insegnato, per un paio di anni, a bambini della scuola materna, un lavoro che ha amato molto. E' stata un'insegnante nelle classi della Società di Soccorso, delle Giovani Donne e dell'Istituto. Ha molti interessi: patchwork, quilling, oli essenziali. Le piace prendersi cura di sè con soluzioni naturali. E' vegana e ama gli animali e la natura ed è fermamente convinta che le creazioni di Dio siano sacre. E' una volontaria dell'ENPA, un'associazione italiana, per la protezione degli animali ed è anche un membro di Greenpeace e del WWF. Ama passare il tempo con la sua famiglia e i suoi amici. Ama il vangelo di Gesù Cristo e sa che le famiglie sono eterne.
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