La nascita di Gesù Cristo

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Il capitolo 2 di Luca è quello più letto sulla storia del Natale perché racconta la storia della nascita di Gesù Cristo e l’apparizione degli angeli ai pastori per annunciare di andare e trovare il bambino Gesù nato a Betlemme.

“Ora, in quei giorni fu emanato un decreto da parte di Cesare Augusto, che si compisse il censimento di tutto l’impero.” (Luca 2:1).

Video sottotitolato in italiano.

Sembra che Luca stesse cercando di mettere a confronto questi due uomini, Cesare Augusto e Gesù Cristo, perché entrambi condividevano titoli simili. Per esempio, Cesare Augusto era chiamato salvatore, salvatore perché salvò le persone da guerre romane durate un secolo.

Inoltre era chiamato principe della pace, o donatore di pace, sempre perché tramite lui si era avuta finalmente pace dopo un lungo periodo di tempo.

Era anche chiamato figlio di dio per il fatto che lui fosse il figlio adottivo di Giulio Cesare, che era stato deificato. Anche Gesù Cristo è un Salvatore, ad eccezione che Lui è il Salvatore dei nostri peccati.

Anche Lui è il Principe della Pace ma Lui porterà una pace permanente che durerà per sempre.

In seguito, dal racconto leggiamo del lungo viaggio intrapreso da Maria e Giuseppe per andare da Nazareth a Betlemme; questa strada era lunga circa 95 miglia (175 Km) e ci volevano dai quattro ai cinque giorni.

Dalle scritture leggiamo:

“Così mentre erano là, giunse per lei il tempo del parto. Ed ella diede alla luce il suo figlio primogenito, e lo fasciò e lo pose a giacere in una mangiatoia, perché non c’era posto per loro nell’albergo.”

Quando arrivarono, scoprirono che non c’era posto per loro nell’albergo, tuttavia la parola albergo potrebbe essere meglio tradotta come luogo di sosta delle carovane o, meglio ancora, stanza.

La nascita di Gesù Cristo

Se era veramente un punto di sosta per le carovane, potrebbe essere che l’albergatore, di cui spesso parliamo come di colui che voltò le spalle molto velocemente perché non c’era spazio, forse stava cercando di fare un favore a Maria, dandole la possibilità di trovare una sistemazione molto più intima.

Il luogo di sosta delle carovane aveva un grande cortile centrale all’aperto, con stanze tutte intorno.

Tutti potevano stare in quelle stanze specifiche che, molto probabilmente, avevano solo una porta di legno o addirittura anche solo una tenda.

Tutti gli animali rimanevano al centro e quindi era un ambiente molto rumoroso e sporco. La stalla inoltre è un’altra cosa che spesso non viene capita.

La chiamiamo stalla perché in Inghilterra c’erano le stalle, e quindi si pensa che Gesù nacque in una stalla perché era nato tra gli animali.

Bene, naturalmente ci doveva essere una stalla, ma al tempo di Cristo il posto più probabile dove si poteva nascere era una grotta perché c’erano molte grotte nella zona di Betlemme dove le persone potevano avere i loro animali.

Perciò, sembra che sin dall’inizio, gli eventi della nascita di Cristo fanno un po’ presagire la sua morte.

Alla sua nascita fu avvolto in fasce e deposto in una mangiatoia perché non c’era posto nell’albergo, e alla sua morte fu deposto in una tomba presa in prestito avvolto in fasce di lino bianche.

Il fatto che Gesù Cristo sia il primogenito di Maria è estremamente significativo.

Ai tempi della Bibbia, al primogenito era data una doppia eredità. Ora, questa doppia eredità era data specificatamente a loro per il fatto che dovevano prendersi cura della famiglia quando il padre moriva.

Quindi, se ci pensate, il figlio maggiore, il primogenito, diventava responsabile di aiutare la madre se il padre moriva, di sostenere le sorelle se non si sposavano e di dare un sostegno maggiore se un figlio era ribelle; il fratello maggiore era responsabile di tutto questo.

Similmente, il Salvatore Gesù Cristo fa lo stesso. Come primogenito, Egli è veramente Colui che si prende cura delle vedove, le donne sole, e coloro che sono in difficoltà.

In seguito impariamo, dal resoconto di Luca 2, in merito alla visita dell’angelo ai pastori, proclamando a loro la buona novella della nascita di Gesù Cristo.

Molto spesso abbiamo un’idea idilliaca e fantastica dei pastori, definendoli umili e sottomessi – non che non lo fossero – ma in realtà ai tempi di Cristo la maggior parte delle persone avrebbe guardato dall’alto in basso i pastori.

Essi molto spesso erano visti come sporchi, nomadi (non avendo una casa), ignoranti e poveri. Inoltre, erano visti da molti come disonesti, per il fatto che permettessero ai loro animali di pascolare su una superficie che non era loro.

Penso che ciò insegni una preziosa lezione su chi il Signore scelga per compiere il Suo lavoro e, ancora più importante, quello che il Signore vede in ciascuno di noi. Spesso, quando guardiamo a qualcuno, potremmo vedere solo le apparenze esteriori di essere poveri, o sporchi o ignoranti.

Ma quello che il Signore vede è il loro potenziale e la loro capacità di imparare e crescere, dando loro l’opportunità e l’esperienza di servire.

Nelle Scritture leggiamo che si dice di loro “Andarono quindi in fretta e trovarono Maria, Giuseppe e il bambino che giaceva in una mangiatoia. Dopo averlo visto, divulgarono quanto era stato detto a proposito di quel bambino.” (Luca 2 :16-17)

In altre parole, loro agirono, quando gli venne detto di fare qualcosa lo fecero subito, non aspettarono. E quando trovarono il bambino Gesù, lo dissero a tutti.

Ognuno di noi deve essere un testimone del Signore e Salvatore Gesù Cristo. Come agiremo?

Agiremo come questi pastori che quando furono comandati di annunciare la Sua nascita, la Sua morte e la Sua resurrezione, agirono in fretta? Lo diremo a tutti coloro che conosciamo?  

O, come la maggior parte delle persone che in questo periodo ascoltano la testimonianza dei pastori, forse ci meravigliamo alle loro parole e ponderiamo ciò che fu detto, ma non facciamo nulla a riguardo.

Saremo facitori di buone opere come i pastori? Questa è la domanda, perché tutti dobbiamo veramente essere testimoni di Gesù Cristo.

Testo e video da Daniel Smith

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