stupidi erroriCome sopravvivere a stupidi errori. Continuavo a tremare mentre mi rannicchiavo a terra chiedendo al mio carretto a mano di aiutarmi a sopravvivere fino al mattino. La temperatura era scesa sotto zero e io indossavo una maglietta, dei pantaloncini e una giacca leggera che mio cugino mi aveva prestato.

Non avevo mai avuto così tanto freddo in vita mia.

Le temperature diurne erano ancora sotto zero in Germania. Ero arrivata di recente dal Texas, dove la temperatura notturna non era ancora precipitata. Era agosto, dopo tutto. Agosto!

Mio cugino andò a fare uno stage in Svizzera e venne a prendermi ad Hannover, in Germania, per un’avventura del fine settimana a Berlino e in Polonia.

Vivere in Germania era stata la mia prima avventura di viaggio da quando andai in missione. Non avevo ancora esplorato niente e non conoscevo le corde. Volente o nolente sono andata all’avventura… tristemente e follemente impreparata.     

Evan aveva portato con sé uno zaino che non dava l’impressione che mancasse qualcosa. Presi alcune cose, inclusi gli snack e ci dirigemmo alla stazione ferroviaria.

Schönes Wochenende (Buon fine settimana)

La Germania ha questa cosa meravigliosa chiamata Schönes Wochenende pass. Abbiamo pagato 25 marchi tedeschi e abbiamo potuto viaggiare su un treno lento per tutto il fine settimana ovunque in Germania.

È un treno davvero lento, perché si ferma in ogni stazione lungo il percorso. Alla fine ho utilizzato il Schönes Wochenende pass per recarmi al Tempio di Francoforte una volta al mese, perché era conveniente.

Partivo alle 5:00 di mattina e tornavo a casa verso mezzanotte. Il treno veloce avrebbe impiegato quattro ore per lo stesso viaggio.

Siamo saltati sul nostro treno ed abbiamo proseguito con le nostre vite. Egli era stato il mio migliore amico nell’ultimo anno.

Non lo vedevo da quando mi aveva convinta a fare domanda per uno stage in Germania dopo essermi diplomata alla BYU, non avendo idea di cosa fare dopo.

Mi raccontò del suo tirocinio che stava per finire e dei suoi piani per la BYU in autunno. Gli raccontai di Anthony, che avevo incontrato durante le mie sei settimane trascorse a casa, con il quale ero romanticamente coinvolta.

Mentre parlavo con Evan di Anthony, sapevo che avrei potuto sposare Anthony. Ero abbastanza cauta riguardo agli impegni nuziali.

Uno dei treni treno sul quale abbiamo fatto il cambio era così pieno che siamo rimasti sui gradini della carrozza per ore. Ho osservato per tutto il tempo con meraviglia lo scenario che si muoveva, deliziata dal vento caldo sul mio viso.

La Germania è così bella.

Abbiamo vagato per la magnifica Berlino! Che città gloriosa. Dovevamo assolutamente assaggiare una ciambella berlinese e ricreare la scena di JFK che invece di dire: “Sono un cittadino berlinese”, disse la famosa frase, “Sono una ciambella di marmellata”.

Realizzazioni deludenti

Siamo saltati sul treno per la Polonia, lieti di spuntare un altro paese dalla lista. Al confine polacco, mi sono resa conto del mio primo stupido errore.

Mi ero dimenticata il passaporto!! Non mi è neanche passato per la mente di prenderlo! Non riuscivo a crederci e mi sono subito resa conto del problema che avrei dovuto affrontare senza documenti. Le ombre della Guerra Fredda erano ancora presenti.

Scendemmo dal treno e vagammo per la piccola città.

Desideravo disperatamente che Evan potesse vivere almeno un’esperienza, quindi trovammo quello che sembrava essere un posto sicuro (in quel momento era buio) affinché io potessi aspettare/cercare delle strutture e nel frattempo lui attraversò il confine per circa mezz’ora.

Il resto dei nostri piani fu completamente rovinato. Egli fu così gentile riguardo al mio stupido errore, anche se eravamo entrambi delusi. Mentre lui esplorava la città di confine polacca, io iniziai a tremare.

Vagammo per Francoforte sull’Oder. La città di confine apparentemente chiusa, al buio, dopo quell’ultimo treno. Non c’erano ristoranti o ostelli in vista.

Trovammo un’area aperta che pensavamo fosse un parco, ma non potemmo veramente discernerlo al buio. Decidemmo di parcheggiare lì.

Improvvisamente, lo zaino di Evan sembrò il baule di Harry Potter! Tirò fuori una piccola tenda, un sacco a pelo e un cuscino. Mi sentii davvero sciocca e così stupida.

Aiutai a montare la tenda, aiutare potrebbe essere una parola forte. Egli aveva usato così tanto la tenda, sembrava quasi si fosse montata da sola.

Affrontare il freddo e le difficili conseguenze

Ricordo che mi chiese cosa avevo portato. Rimasi ferma a guardare. Ancora. Mi offrì il suo posto perché è una persona incredibile, ma io rifiutai categoricamente.

Mi sentii umiliata e arrabbiata con me stessa. Dovevo pagarne le conseguenze.

Ma accettai con gratitudine un posto nella tenda. Durante la notte mi rannicchiai vicino al sacco a pelo.

Non riuscii a dormire. Volevo dormire perché in quel modo avrei trovato un po’ di sollievo. Ma faceva troppo freddo e mi sentivo scomoda.

Ero mentalmente provata in un modo che non avevo mai sperimentato prima.

Avevo scoperto di avere molta grinta, determinazione e grande volontà. Ma avevo trascinato su di me tutta questa situazione imbattendomi con ignoranza in qualcosa di cui non conoscevo niente.

Verso l’alba, sentii che una parte del sacco a pelo ricopriva una parte del mio corpo congelato. Ero così grata. La coperta era molto calda. Mi addormentai all’istante.

Avevo dormito per tutto il tempo mentre Evan si era alzato ed aveva esplorato il luogo in cui ci trovavamo, mi svegliai quando egli irruppe nella tenda e disse che dovevamo muoverci.

Apparentemente ci trovavamo in un parco residenziale, la tenda doveva aver attirato la curiosità delle persone che venivano a controllare. Non avevo molto da mettere nella borsa.

Uscii nel freddo rigido della mattina. Il sole era glorioso sull’erba gelida. Non ci fu tempo per godersi lo spettacolo, perché mentre salutavamo gli uomini che si avvicinavano, ci incamminammo frettolosamente alla ricerca di un bagno.

Sono sopravvissuta agli stupidi errori

Sono sopravvissuta!! Ed ho imparato dall’esperienza. Sono una viaggiatrice attenta adesso.

La lezione più significativa mi ha connesso agli antenati che hanno sofferto molto più di me per molto più tempo. Non ero mai stata in grado di immaginare il loro dolore e sofferenza.

Alcuni sono morti lungo il sentiero, congelati nella notte. Li ho ricordati nei momenti in cui ero al limite e tuttora sento un legame attraverso gli anni intercorsi.

Infine, ho sempre ascoltato la Scrittura “Se siete preparati, non temerete”. Mi sono resa conto che ci sono momenti nella vita in cui non sono preparata e non ho paura perché non ho idea di cosa aspettarmi!

Sono completamente accecata dalle circostanze e poi dall’affrontare le conseguenze fredde e difficili.

Per evitare i paraocchi, ho imparato a chiedere quando non so cosa aspettarmi. Forse la risposta non darà informazioni aggiuntive, forse sì. Ho imparato anche a pensare in anticipo a ciò che potrei non aspettarmi.

Ed ero così determinata a sperimentare le conseguenze dei miei errori, che non ho nemmeno pensato di chiedere al Padre celeste se c’era un modo per alleviare la mia sofferenza.

Un cespuglio infuocato sarebbe stato bello! Forse gli angeli coperta sono disponibili su richiesta.

Non lo saprò mai, perché ero così impegnata a punirmi per il mio errore che non ho mai pensato di chiedere aiuto. Ho solo implorato che la terra si spostasse dalla sua orbita, in modo che l’alba potesse arrivare prima.

Gesù disse: “Venite a me, voi tutti che siete travagliati ed aggravati, e io vi darò riposo”. Anche se non c’erano “angeli coperta” disponibili o l’orbita non si è sposatata, avrei potuto ancora chiedere al Salvatore di darmi riposo.

Come sopravvivere a stupidi errori. Ho scelto proprio di attraversare la sofferenza da sola, ma non dovevo. E non devo neanche adesso.

Questo articolo è stato scritto da Delisa Hargrove e pubblicato su ldsblogs.com. Questo articolo è stato tradotto da Sabrina Santalena.

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Sabrina Santalena

Sabrina vive in Toscana a due passi dal mare, è diplomata in pianoforte e ha studiato composizione presso l’Istituto Superiore di Alta formazione artistica e musicale “Pietro Mascagni”. Ha molti interessi fra i quali, oltre a quelli musicali, la scrittura creativa, fare sport fra la natura e viaggiare per conoscere nuove lingue e culture. Ha vissuto importanti esperienze lavorative sia in Italia che all’estero. Ha svolto volontariato come soccorritrice del 118 e presso l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti Onlus. Ha servito come missionaria in Inghilterra e sta tuttora svolgendo incarichi per la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi giorni di cui è felice di far parte. Il Vangelo di Gesù Cristo le ha donato molto arricchendo la sua vita, per questo desidera condividerlo per un arricchimento comune di valori spirituali, sociali, culturali e di fede.
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