Ricordare Gesù CristoRicordare Cristo oltre il periodo natalizio. L’ odore piacevole di legna bruciata si diffonde nell’aria; mio nipote Malachia è seduto vicino al camino e guarda attentamente il fuoco, dai colori dorato-arancio, ardere nel camino.

Mi piace osservare il suo profilo tra le fiamme danzanti nel camino e penso a quanto lo amo. Malachia ha sette anni ed ultimamente ci capita spesso di parlare del suo battesimo.

Il periodo natalizio sembra un buon momento per rafforzare gli insegnamenti dei suoi genitori sull’alleanza battesimale, per accettare il nome di Gesù ed ergersi quale Suo rappresentante.

Qual è il modo migliore per spiegargli cosa significa realmente?

Raccontare storie di Gesù

Uno dei miei inni preferiti della Primaria era (ed è) “Raccontami le storie di Gesù”.

Mentre medito sulla nascita e la vita di Cristo, mi piace riflettere sulla bellezza e sulla forza irresistibile del Suo esempio e voglio raccontare a Malachia delle storie di Gesù.

Avendo vissuto in un corpo di carne e di sangue, Gesù non ci ha solo detto come vivere, ci ha mostrato attraverso ogni parola, azione e scelta.

Posso dire a Malachia che promettere di rappresentare Gesù significa seguire il Suo esempio; significa scegliere,ogni volta, di essere come Lui.

Per essere come Gesù, Malachia ha bisogno di sapere com’era! Sta imparando le caratteristiche di Gesù dalle Scritture, dalle parole dei profeti degli ultimi giorni, dalle testimonianze e dalle esperienze degli altri.

Voglio aiutarlo, raccontandogli le storie di Gesù e cosa significano per me. Posso fare notare i tratti caratteriali di Gesù che sono evidenziati in quelle storie.

Umiltà e obbedienza

Le dolci note di “Col capo sul fieno, il Bambino Gesù” riempiono la stanza.

Per prima cosa racconterò a Malachia la storia di Gesù, il grande Geova, creatore del cielo e della terra, accondiscendente ad entrare nel piccolo corpo di un neonato indifeso. Questa è la più grande storia di umiltà mai raccontata.

Non c’era “nessun posto nella locanda” per questo potente figlio di Dio, ora il Suo Unigenito nella carne.

Di conseguenza, il più grande di tutti nacque in una stalla e fu deposto in una mangiatoia.

Lui, che aveva creato i cieli e la terra, si umiliò per obbedire al piano del Padre di nascere e crescere come un bambino mortale – un poco alla volta, linea su linea, precetto su precetto.

Gesù sperimentò ogni dolore de ogni ferita della vita mortale in modo che Egli potesse veramente capire ed aiutarci nei nostri momenti di bisogno.

Colui che era l’unica persona che fosse mai esistita e che era il “Signore” di tutti noi, esemplificava al meglio le qualità dell’umiltà e dell’obbedienza.

Questi attributi brillavano intensamente all’inizio del ministero del Salvatore nel momento in cui Lui, l’unico uomo senza peccato che sia mai esistito, chiese di essere battezzato da Giovanni perchè doveva adempiere ad ogni giustizia.

Gesù mostrò umiltà andando nel deserto, digiunando e pregando per quaranta giorni. Forse era così forte che solo attraverso un lungo digiuno poteva sentire debolezza.

Alla fine del digiuno di Gesù, il diavolo usò la sua strategia tipica, tentando una persona nel suo punto più debole.

Ma Gesù vinse tutte le tentazioni mediante l’obbedienza alla parola di Dio, dandoci di nuovo l’esempio.

Pentitevi e venite a me

Dirò a Malachia come, subito dopo il suo soggiorno nel deserto, Gesù iniziò a predicare il pentimento e invitò i discepoli a seguirlo. Oggi Egli continua a invitarci a pentirci e a seguirLo, ad amare come Lui ha amato.

La storia di Matteo 14 è avvincente. Pietro fu invitato a venire verso Gesù, a camminare sull’acqua con Lui. Spiegherò a Malachia cosa simboleggia la storia: dopo aver accettato l’invito del Salvatore di venire a Lui, i venti del mondo potrebbero soffiare ferocemente e minacciare di sommergere la nostra fede, sfidando la nostra capacità di fare come Lui.

Se cediamo alla paura e iniziamo ad affondare, come fece Pietro, il Salvatore stenderà ancora la Sua mano; ci prenderà sempre e ci impedirà di affogare tra le onde del peccato e della paura finché raggiungeremo e accetteremo la sua mano tesa.

In mezzo a tutte le peggiori tempeste della vita, possiamo invitare Gesù a stare con noi sulla nostra nave.

Egli verrà sempre e quando Egli dirà: “State di buon animo, non temete”(Matteo 14:27), i venti cesseranno, le acque si calmeranno, i nostri cuori si acquieteranno.

Storie di Gesù come guaritore

Voglio raccontargli le infinite storie di Gesù come guaritore di persone afflitte da malattie, infermità e tormenti.  Scacciò i demoni costantemente.

Voglio che Malachia capisca che Gesù può guarire anche noi e scacciare le influenze malvagie dalle nostre vite. Voglio che capisca il simbolismo nella guarigione di Gesù.

In Matteo 11 Gesù ricorda al popolo, e mi ricorda, che per mezzo di Lui

  •        I ciechi riottengono la loro vista. (Ho particolarmente bisogno della vista spirituale.)
  •       Gli zoppi camminano. (Quante volte incespico spiritualmente e mi sento zoppa? Ho bisogno del Suo aiuto per camminare).
  •        I lebbrosi sono purificati. (Ho bisogno di purificarmi ogni giorno dai mali e dalla sporcizia di questo mondo, dai miei peccati, dal sangue e dai peccati di questa generazione).
  •        I sordi sentono. (Quante volte sono stata sorda allo Spirito, sorda al significato delle Sue parole. Ho bisogno che le mie orecchie spirituali ascoltino interrottamente. Gesù dice ripetutamente: “Chi ha orecchie per udire, oda”. Le mie orecchie odono le Sue parole?)
  •        I morti vengono resuscitati. (Nella mortalità sono esposta a molti tipi di morte; ho spesso bisogno di essere sollevata, di essere innalzata, di rinascere, di essere spiritualmente viva – e alla fine avrò bisogno del dono supremo di Cristo – la resurrezione.)
  •        Il Vangelo è stato predicato ai poveri in spirito. (Dopo la Restaurazione, il messaggio del Vangelo si è diffuso enormemente. In questi ultimi giorni sono benedetta da numerose fonti di verità del Vangelo. Spetta a me riconoscere la mia povertà spirituale, la fame e la sete di tutte queste buone fonti del Vangelo.)

Ho intenzione di raccontare a Malachia la storia di Matteo 9, in cui Gesù guarisce la donna che ha sofferto per dodici anni per un flusso di sangue. Voglio che capisca che non importa quanto un problema sia di vecchia data, Gesù può risolverlo.

Questa donna fu guarita semplicemente toccando l’orlo della Sua veste. Anche altri hanno sperimentato questo miracolo.

In Matteo 14:36 ​​dice, “E lo pregavano che lasciasse loro toccare non foss’altro che il lembo del suo vestito; e tutti quelli che lo toccarono, furon completamente guariti.

C’è un grande significato in quella frase. Posso condividere con Malachia la storia di una conferenza in cui a ognuno di noi fu dato un pezzo di orlo bianco satinato.

Ci venne detto che il nostro più grande bisogno è toccare l’orlo della veste di Gesù – per raggiungere Lui, per avere fede nei suoi poteri ristoratori, per sapere che Egli può sicuramente sanarci.

Racconterò a Malachia di quando ho avuto quel bisogno, ho cercato di raggiungerLo e mi sono sentita ristabilita.

Spero di parlargli anche di Matteo 14, dove Gesù resuscita una ragazza dai morti – Voglio che Malachia sappia che niente è troppo difficile per il Signore, che Gesù è il più grande Guaritore, che anche se non siamo guariti in questa vita, la promessa è certa: non ci saranno più malattie o infermità nella prossima vita.

Quanto sarà glorioso!

Forza nel sermone sul monte

Ricordare Cristo oltre il periodo natalizio. In una società in cui i falsi valori dilagano, dove il male è propagandato come glamour e le qualità simili a Cristo sono spesso ritratte come debolezze, voglio dire a Malachia cosa disse Gesù quando la gente si riunì su un pendio erboso e ascoltò uno dei più grandi sermoni che abbia mai dato.

Sicuramente le caratteristiche di cui parla Gesù nel famoso sermone erano le Sue caratteristiche divine che Egli vuole che noi emuliamo, come essere miti, puri di cuore, operatori di pace.

Molti versetti delle Scritture confermano questo, come in Matteo 11 dove Gesù proclama: “Io sono mite”.

Cosa significa essere miti come Gesù? Voglio che Malachia capisca che la mansuetudine di Gesù consisteva in dolcezza ed umiltà.

Non aveva ego, nessun ordine del giorno, non aveva bisogno di difendere o avere ragione o di avere il controllo degli altri o di costringere gli altri a fare le cose “a modo suo” – anche se Lui era la Via!

Quando c’era qualcosa che contava di più, diceva “Sia fatta la tua volontà” e si sottometteva docilmente alla volontà del Padre.

Per seguire l’esempio di mitezza di Gesù anche noi dobbiamo essere sottomessi alla volontà del Signore, che è una cosa molto diversa dall’essere sottomessi ai capricci e alle aspettative degli altri.

Poiché la sottomissione al Signore porta forza, la mansuetudine di Gesù non era una debolezza, ma era la vera chiave della sua forza.

Essere miti significa riconoscere umilmente la debolezza – sapere che solo l’essere aggiogati con il Salvatore può dare la forza di essere come Lui. In Matteo 11:29, Gesù disse: “Prendete il mio giogo su di voi”.

Voglio condividere con Malachia la lezione della Scuola Domenicale quando ho saputo che il giogo di Gesù è facile e leggero perché non è solo un giogo che mi opprime – ma è un doppio giogo che mi invita a UNIRMI A lui.

Voglio che capisca che ogni volta che ci sottomettiamo alla Sua volontà, diventiamo parte della Sua opera, siamo soggiogati a Lui e la Sua forza compensa la nostra debolezza.

Nel sermone sul monte, Gesù mi invita a fare ciò che Egli fece: avvicinarsi a Dio per ricevere la forza spirituale quando sono povera di spirito.

In Matteo 14:23 è scritto che “Gesù si ritirò in disparte sul monte per pregare”. Se Gesù in tutta la sua forza e perfezione aveva avuto bisogno di ritirarsi e pregare, quanto ne ho più  bisogno io?

Gesù mi invita a far brillare la mia luce in modo da portare gloria a Dio. Gesù lo fece così perfettamente che il mondo intero continua a ricevere luce dal Suo esempio.

Successivamente Gesù spiegò che se il nostro occhio è rivolto unicamente alla sua gloria, allora tutto il nostro corpo sarà riempito di luce (come il Suo). Che promessa!

Come trovare riposo per l’anima

In Matteo 11 Gesù dice che è umile di cuore. Cosa significa? La nota a piè di pagina rimanda il lettore a “cuore spezzato” nella Guida alle Scritture.

Quindi essere umili di cuore è avere un cuore spezzato e uno spirito contrito, ciò che è il sacrificio che viene richiesto a tutti noi.

La Guida alle Scritture spiega che questo è il percorso per trovare riposo per le nostre anime – essere miti e umili, riconoscendo il nostro bisogno di venire a Lui.

Non c’è nulla che io desideri di più per me stessa o per Malachia che questa pace dell’anima.

L’esempio di Gesù riguardo alla parola

Ricordare Cristo ogni giorno. In Matteo 12: 36-37 vi è il messaggio che “Per ogni parola oziosa che avranno detta, gli uomini renderanno conto nel giorno del giudizio; poiché dalle tue parole sarai giustificato, e dalle tue parole sarai condannato.”

Gesù non ha mai pronunciato una parola oziosa. Non ha mai spettegolato, mai preso in giro, mai usato ripetizioni vane o cercato di fare colpo, non ha mai avuto bisogno di “sfogarsi”, non ha mai parlato solo per ascoltare la propria voce.

Voglio che Malachia capisca che cercare di essere più simile a Gesù Cristo significa che dobbiamo usare meno parole, essere più disposti ad ascoltare, parlare di meno e quando parliamo, il nostro obiettivo dovrebbe essere quello di dire solo la verità.

Le parole che Gesù pronunciò erano le più importanti che avremmo mai potuto sentire. In Giovanni 6:63 leggiamo: “le parole che vi ho detto, sono spirito e vita”.

Le parole di Gesù sono come la manna vivente: dobbiamo ascoltarle ogni giorno, nutrire i nostri spiriti con il Suo esempio, attimo dopo attimo.

Lo sforzo di ieri non basterà per oggi; non ci aiuterà a rimanere dietro le sue orme. Abbiamo bisogno di manna ogni giorno!

Essere come Gesù è il più grande obiettivo della vita

Recentemente, nella Società di Soccorso, la lezione era “Sviluppare un carattere cristiano.” Il presidente McKay disse:

“La principale preoccupazione dell’uomo nella vita. . . il suo obiettivo, il più alto conferito in questa vita, deve essere lo sviluppo di un carattere cristiano. “(Insegnamenti dei presidenti della Chiesa, David O. McKay, pagina 233, citando da Conference Report, ottobre 1926, 111)

Il fuoco si sta spegnendo ed è arrivata l’ora di prepararsi per andare a letto. Non ho nemmeno iniziato ad elencare le storie che voglio condividere con mio nipote.

Ma è sufficiente per iniziare. Metto le braccia attorno a Malachia e gli dico quanto è importante nella nostra famiglia e quanto sono grata al Signore per averlo mandato in modo che fosse mio nipote.

Ricordare Cristo oltre il periodo natalizio

Mi riprometto di cogliere ogni occasione nei prossimi mesi per raccontargli le storie di Gesù e ricordare Cristo.

Così facendo spero di contribuire alla comprensione di mio nipote dell’obiettivo di diventare come Gesù mentre si prepara a fare l’alleanza del battesimo.

In questo Natale, abbiamo potuto rivivere tutte le alleanze che abbiamo fatto con Cristo e riflettere sul fatto che il modo migliore per mantenerle è diventare più simili a Lui ogni giorno.

Possa questo periodo post natalizio essere un sacro monito per ognuno di noi dell’esempio perfetto del Salvatore, l’amore perfetto.

E per questo nuovo anno, possiamo scegliere quello scopo elevato di cui il presidente McKay ha parlato.

Non abbiamo bisogno di una lunga lista di risoluzioni, solo una: sviluppare un carattere cristiano. Questo dice tutto.

Questo articolo è stato scritto da Darla Isackson e pubblicato su ldsmag.com. Questo articolo è stato tradotto da Nadia Manzaro.

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Nadia Manzaro

Nadia è laureata in Scienze e Tecnologie Agrarie; dopo la laurea ha conseguito due master e ha insegnato per un certo periodo alla scuola superiore. Il suo desiderio è di poter tornare a insegnare.  E’ stata anche un’insegnante nella Società di Soccorso, all’Istituto e in Primaria. Ama i bambini e soprattutto le sue due principesse. Nel tempo libero le piace frequentare corsi di pasticceria, prendersi cura delle sue gattine e stare in campagna. Ama il Vangelo e ha una testimonianza di Gesù Cristo, di cui continua a portare testimonianza, sin dai tempi della missione in Inghilterra.
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