suicidio assistitoIeri mio figlio mi ha chiesto se fosse consentito a chi è malato terminale, in grande dolore e sofferenza, suicidarsi o avere il suicidio assistito. Gli ho dato la mia opinione, ma mi chiedevo cosa ne pensavi.

Mi stai chiedendo in quali condizioni è lecito violare entrambe le leggi di Dio e dell’uomo? La mortalità non è mai stata progettata per essere un roseto.

Il suicidio assistito

Uno degli scopi della vita è sperimentare e superare il dolore, la difficoltà, il peccato e l’opposizione. Tuttavia, vi è una sorta di linea sottile nel considerare questo argomento.

Nessuno dovrebbe cercare o procurarsi dolore, difficoltà, peccato o opposizione. Non devono essere procurati; devono essere contrastati e superati. Ma, essendo inevitabili, devono essere vissuti.

Il consiglio dato dal Signore al Profeta mormone, Joseph Smith è istruttivo a questo riguardo.

Joseph Smith e altri erano stati falsamente e ingiustamente imprigionati nel carcere di Liberty, nel Missouri. Erano stati gravemente maltrattati e la loro incarcerazione durò per quasi sei mesi. Alla fine, nell’angoscia, Joseph Smith gridò, come riportato in DeA 121: 1-6:

“O Dio, dove sei? E dov’è il padiglione che copre il tuo nascondiglio?

Per quanto tempo fermerai la tua mano, e il tuo occhio, sì il tuo occhio puro, guarderà dai cieli eterni i torti contro il tuo popolo e contro tuoi servitori, e il tuo orecchio sarà penetrato dalle loro grida?

Sì, o Signore, per quanto tempo subiranno questi torti e queste illegittime oppressioni prima che il tuo cuore si intenerisca verso di loro e le tue viscere siano mosse a compassione verso di loro?

O Signore, Dio onnipotente, creatore del cielo, della terra e dei mari, e di tutte le cose che in essi stanno, e che controlli e assoggetti il diavolo e l’oscuro e ottenebrato dominio di Sheol: stendi la tua mano; che il tuo occhio penetri; che il tuo padiglione sia sollevato, che il tuo nascondiglio non sia più coperto, che il tuo orecchio si inclini, che il tuo cuore si addolcisca e che le tue viscere siano mosse a compassione verso di noi.

Che la tua ira si accenda contro i nostri nemici; e nel furore del tuo cuore, con la tua spada vendicaci dei torti subiti.

Ricorda i tuoi santi sofferenti, o nostro Dio; e i tuoi servitori gioiranno nel tuo nome per sempre.”

Quella richiesta non rimase senza risposta, tuttavia la risposta non era di alleviare la sofferenza. Invece, il Signore rispose in DeA 121: 7-11:

“Figlio mio, pace alla tua anima; le tue avversità e le tue afflizioni non saranno che un breve momento;

E allora, se le sopporterai bene, Dio ti esalterà in eccelso; tu trionferai su tutti i tuoi oppositori.

I tuoi amici ti stanno accanto e ti saluteranno di nuovo con cuore caloroso e mani amichevoli.

Non sei ancora come Giobbe; i tuoi amici non ti contrastano, né ti accusano di trasgressione, come fecero con Giobbe.

E coloro che ti accusano di trasgressione, la loro speranza sarà inaridita, e le loro aspettative si scioglieranno come si scioglie la brina dinanzi ai raggi ardenti del sole che sorge.”

L’istruzione del Signore, in questo contesto ma con applicazione generale, era di sopportare bene. Se ciò fosse stato compiuto, sarebbero seguite meravigliose benedizioni.

Da un rapporto sulle esperienze della compagnia dei carretti a mano di Martin, è stato fornito il seguente resoconto. Francis Webster, uno di coloro che soffrì un dolore indicibile come membro della compagnia dei carretti a mano di Martin, dichiarò:

“Ognuno di noi ne è uscito con la conoscenza assoluta che Dio vive per averLo conosciuto nelle nostre afflizioni più profonde”.

Sottrarsi da un compito per evitare l’inevitabile dolore ad esso associato può allontanarci dalle meravigliose benedizioni promesse.

Come potremmo sperare di meritare benedizioni dalla nostra sofferenza se dovessimo porvi fine, attraverso il suicidio assistito, violando uno dei comandamenti fondamentali di Dio: “Non uccidere?”

Non solo ci allontaneremmo dalle benedizioni promesse, ma saremmo sottoposti alla severa condanna di Dio per il grande peccato di assumersi la responsabilità di porre fine alla vita umana, attraverso il suicidio assistito.

Dio conosce la nostra sofferenza; conosce i nostri pensieri e tutti i sentimenti dei nostri cuori.

È un Padre molto gentile e amorevole, interessato al nostro benessere più di quanto possiamo immaginare. La decisione di quando inizia la vita mortale dei Suoi figli e quando finisce è solamente nelle Sue mani.

Questo articolo è stato pubblicato su askgramps.org e tradotto da Nadia Manzaro.

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Nadia Manzaro

Nadia è laureata in Scienze e Tecnologie Agrarie; dopo la laurea ha conseguito due master e ha insegnato per un certo periodo alla scuola superiore. Il suo desiderio è di poter tornare a insegnare.  E’ stata anche un’insegnante nella Società di Soccorso, all’Istituto e in Primaria. Ama i bambini e soprattutto le sue due principesse. Nel tempo libero le piace frequentare corsi di pasticceria, prendersi cura delle sue gattine e stare in campagna. Ama il Vangelo e ha una testimonianza di Gesù Cristo, di cui continua a portare testimonianza, sin dai tempi della missione in Inghilterra.
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