apostasiaL’osservanza dei comandamenti del Vangelo di Gesù Cristo, che abbiamo promesso di osservare nel giorno del nostro battesimo, ci salverà dall’apostasia e dalla morte spirituale.

“Eccomi”, fu la parola che sentii pronunciare da una sorella anziana mentre si avvicinava per essere condotta in un luogo sacro, all’avvicendarsi della fine di un’ordinanza del tempio.

Questa parola risuona ancora oggi nella mia mente e riempie la mia anima di gratitudine, quando penso all’entusiasmo, alla fermezza e alla fedeltà con cui fu detta.

Il peso degli anni, la difficoltà nei movimenti, non avevano più importanza per la sorella in quel momento, essa si sentiva pronta a donare tutta la sua forza e facoltà per servire.

La parola “eccomi”, riflette la disposizione ad obbedire al Signore ed a rimanere nella luce, la stessa luce mediante la quale lo Spirito Santo ha illuminato il nostro intelletto, affinché potessimo vedere chiaramente ed abbracciare la verità, con così tanta gioia ed entusiasmo.

Apostasia significa allontanarsi dai principi del Vangelo di Gesù Cristo

Quando ci fu il concilio in cielo, nella vita preterrena, il Padre espose il Suo piano ai Suoi figli di spirito, che sarebbero venuti su questa terra. Satana si ribellò contro il piano del Padre celeste, poiché desiderava distruggere il libero arbitrio dell’uomo, così fu scacciato dalla Sua presenza.

“Pertanto, per il fatto che Satana si ribellò contro di me e cercò di distruggere il libero arbitrio dell’uomo, che io, il Signore Iddio, gli avevo dato, e anche che gli dessi il mio potere; mediante il potere del mio Unigenito, feci sì che fosse gettato giù;

E divenne Satana, sì, proprio il diavolo, il padre di tutte le menzogne, per ingannare ed accecare gli uomini, per condurli prigionieri alla sua volontà, tutti coloro che non avrebbero voluto dare ascolto alla mia voce.

Ed ora, il serpente, era più astuto di ogni bestia dei campi che io, il Signore Iddio, avevo fatto” (Mosè 4:3-5).

Dopo la crocifissione di Gesù Cristo e la morte dei Suoi apostoli, molte verità e ordinanze furono alterate, tolte e modificate. Per questo motivo, il Signore ritirò l’autorità del Sacerdozio dalla terra.

La grande apostasia, fu un periodo di oscurità, di assenza di rivelazione e di profeti di Dio sulla terra. Gli uomini non avevano più una guida divina e la chiarezza della verità.

Le filosofie degli uomini mescolate ad alcune verità, crearono confusione nella mente e nel cuore di un ragazzo di quattordici anni, Joseph Smith, che divenne il profeta della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni.  

Egli decise di cercare la verità studiando la Bibbia e fu ispirato, attraverso la lettura di un versetto che si trova in Giacomo 1:5, a chiedere a Dio sapienza e conoscenza, per sapere a quale chiesa dovesse unirsi.

Il Signore istruì il giovane profeta a restaurare la Chiesa di Gesù Cristo sulla terra come nei tempi antichi, con apostoli e profeti.

La verità fu restaurata nel 1830, con la promessa che non sarebbe mai più stata distrutta o tolta dalla terra.

Sebbene l’apostasia della verità non si presenterà più sulla terra, dobbiamo stare attenti a non cadere nell’apostasia personale.

Lo scudo di protezione contro l’apostasia personale viene rafforzato ogni giorno, con la lettura delle scritture, l’osservanza delle alleanze e dei comandamenti, la preghiera, il Sacramento, il servizio ed ascoltando il profeta, i dirigenti della Chiesa e i suggerimenti dello Spirito Santo.

Tutto ciò rafforzerà la nostra testimonianza e ci proteggerà dai forti venti di dottrina, dagli inganni, dalle persuasioni, dal potere e dall’astuzia dell’Avversario, che con corde sottili, all’apparenza insignificanti ed innocue, ci condurrà lentamente verso la cecità spirituale e quindi all’apostasia personale.

I pericoli dell’apostasia

Satana fu il primo figlio a ribellarsi alla volontà del Padre. Il popolo d’Israele, mentre viaggiava nel deserto, costruì e adorò dei vitelli d’oro, dimenticando presto la bontà di Dio nel liberarli dalle mani degli Egiziani, proprio nel momento in cui venivano rivelati a Mosè sul monte Sinai, i dieci comandamenti.

Anche il dubbio accolto volontariamente nella mente, nonostante le rivelazioni personali ricevute sui principi del Vangelo, diventa un pericolo, in quanto viene rifiutata la sottomissione alla volontà dell’autorità di Dio rivelata.

Inoltre, colui che apprezza i valori spirituali della fede, ma orienta la propria vita unicamente verso il benessere materiale, agisce come se i valori spirituali non esistessero, trascurando così la propria spiritualità.     

Un altro pericolo dell’apostasia, è quello di inoltrarsi in discussioni e conversazioni in materia di fede, in modo imprudente.

Chi combatte la verità, la virtù e la morale in modo consapevole, lotta contro i precetti di Dio, così come chi ascolta incautamente senza difendere la verità, perché non ha la forza, il coraggio o la capacità di farlo, insinuando in sé e negli altri il dubbio e l’incertezza a discapito della fede e dei principi di rettitudine.

Quando smettiamo di gioire della verità perché non troviamo più il tempo di fare quelle piccole cose giornaliere, che nutrono linea su linea, precetto su precetto i frutti dello Spirito Santo, la felicità che abbiamo provato nel vivere il Vangelo, sfiorisce nel deserto spirituale della vita terrena.

A quel punto, potremmo non provare più interesse per le cose dello spirito, dimenticandoci velocemente di tutto quello che abbiamo imparato. Il rischio della dimenticanza avrà un ruolo determinante, poiché sarà difficile riconoscere la verità e riportarla nella nostra vita.

Qualunque cosa manchiamo di fare ogni giorno per il rafforzamento della nostra testimonianza, non si perde nel niente, ma diventa un pericolo che si aggiunge al calice dell’apostasia.

Guardiamoci dai pericoli dell’apostasia, teniamoci stretti al Vangelo ed alla verga di ferro, sostituiamo il dubbio con la certezza, coltivando e rafforzando giornalmente la nostra testimonianza come ci viene insegnato nelle scritture e come siamo stati istruiti a fare, attaccandoci alla luce del Vangelo di Gesù Cristo.

Trattiamo le verità ed i doni che ci sono stati dati ed affidati dal Signore, con cura, riverenza e rispetto, onorandoli e utilizzandoli per la nostra salvezza eterna e quella dei nostri simili.  

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Sabrina Santalena

Sabrina vive in Toscana a due passi dal mare, è diplomata in pianoforte e ha studiato composizione presso l’Istituto Superiore di Alta formazione artistica e musicale “Pietro Mascagni”. Ha molti interessi fra i quali, oltre a quelli musicali, la scrittura creativa, fare sport fra la natura e viaggiare per conoscere nuove lingue e culture. Ha vissuto importanti esperienze lavorative sia in Italia che all’estero. Ha svolto volontariato come soccorritrice del 118 e presso l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti Onlus. Ha servito come missionaria in Inghilterra e sta tuttora svolgendo incarichi per la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi giorni di cui è felice di far parte. Il Vangelo di Gesù Cristo le ha donato molto arricchendo la sua vita, per questo desidera condividerlo per un arricchimento comune di valori spirituali, sociali, culturali e di fede.
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