L’avversità, un’opportunità di crescita e di successoL’avversità spesso arriva come un vento guaritore per risvegliare in noi quei doni e quelle virtù che si sono assopite nella calma della vita.

Il dolore, la confusione, il senso di inadeguatezza e la perdita di orientamento spirituale che provengono dai momenti di avversità, possono durare una vita oppure un istante, se non lasciamo che esse ci allontanino dai nostri obiettivi eterni.

Le avversità fanno parte del piano di Salvezza stabilito dal nostro Padre celeste, per accrescere e sviluppare tutte le potenzialità che ci sono state date, per diventare più simili a Lui.

Non dobbiamo mai perdere l’orientamento spirituale nelle prove della vita, ma ricordare sempre le nostre origini spirituali e lo scopo per cui siamo stati creati.

Le fonti delle avversità

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Le difficoltà possono essere come nubi oscure attorno a noi e se non facciamo attenzione possono essere davvero distruttive.

Spesso pensiamo di meritarci come punizione determinate avversità, ci domandiamo in che cosa abbiamo sbagliato e perché ci siano accaduti certi eventi.

Le avversità non sono prove che ci meritiamo, a volte sono conseguenze di azioni o scelte sbagliate, altre volte arrivano da sole senza una causa, mentre percorriamo la strada della vita.

Esse non vengono per distruggerci, ma sono scogli e montagne che ci rafforzano, cambiando radicalmente la nostra visione della vita, affinando il nostro carattere ed acuendo la nostra percezione spirituale.

Le avversità ci sensibilizzano, ci aiutano a capire le sofferenze degli altri ed a sviluppare le virtù della compassione e della carità.

Esse non devono alterare la nostra visione, il nostro entusiasmo ed il nostro amore per la vita, ma devono intensificarli.

Come disse Epicuro, un filosofo greco antico: “L’anima piccola nella buona sorte si esalta, nell’avversità si annulla”.

Le avversità si presenteranno sempre nel corso della vita mortale, nonostante ciò, non dobbiamo lasciare che esse ci pieghino fino a soffocare il nostro potenziale per una vita ad esuberanza.

Nei momenti di smarrimento e di sofferenza profonda, possiamo trovare conforto nel sapere che il Padre celeste ci aiuterà a trovare le idee e le soluzioni che ci condurranno al successo ed al raggiungimento di obiettivi, che mai avremmo pensato di raggiungere.

Quando confidiamo in Lui tutto è possibile, poiché non esistono limiti ai miracoli che il Signore può operare nelle nostre vite.

Una visione limitata dello scopo della vita e del nostro potenziale come figli letterali di Dio, può frenare il nostro progresso personale cullandoci nella difficoltà e nella sofferenza, fino a farci dimorare sempre di più nella disperazione.

Certamente il Signore non ha lo scopo di farci dimorare nel dolore, ma ci ha procurato una via per superarlo.

Mediante l’espiazione di Suo Figlio, Gesù Cristo, noi possiamo essere sanati da tutti i nostri peccati e dolori.

Il Signore ha un grande rispetto per i sentimenti di sofferenza e dolore che proviamo e per gli eventi spiacevoli che accadono nella nostra vita. Egli ci conosce profondamente e viene in nostro soccorso.

Le afflizioni delle avversità fanno parte della nostra natura divina e dell’attaccamento che abbiamo per la vita.

Senza il dolore e la sofferenza, il processo di rafforzamento del nostro carattere e del nostro spirito non avrebbe motivo di essere e non potremmo quindi provare la gioia e la pace che scaturisce dalla speranza in Dio e in Suo Figlio, Gesù Cristo.

Non esiste luce senza buio o dolore senza speranza

luce e speranzaPossiamo reagire con fede alle avversità, mediante la lettura delle scritture, la preghiera, il digiuno e le benedizioni del Sacerdozio, che ci aiutano a superare i momenti di sconforto ed a confidare in Dio, per trovare la pace fra la sofferenza.

La conoscenza ci prepara ad una visione più profonda della nostra missione terrena. Inoltre, l’avversità fa parte di un piano ben preciso a cui ci è chiesto di rimanere ancorati, mediante l’osservanza dei comandamenti.

Il Signore ci fortificherà nelle nostre prove e ci donerà la giusta ricompensa.

“Poiché in verità vi dico: benedetto colui che rispetta i miei comandamenti, o in vita o in morte; e colui che è fedele nella tribolazione, la sua ricompensa è maggiore nel regno dei cieli.

Voi non potete vedere con i vostri occhi naturali, in questo momento, i disegni del vostro Dio riguardo alle cose che avverranno in seguito, e la gloria che seguirà dopo molta tribolazione.

Poiché dopo la tribolazione vengono le benedizioni. Pertanto verrà il giorno in cui sarete coronati con molta gloria; l’ora non è ancora arrivata, ma è vicina” (DeA 58:2–4).

L’avversità, un’opportunità di crescita e di successo

I nostri problemi potrebbero non trovare una soluzione immediata, il Padre celeste potrebbe lasciarci aspettare, affinché possiamo continuare ad imparare ed a progredire per prepararci ad una gloria più grande.

Nei momenti di difficoltà, possiamo trovare conforto nel sapere che Gesù Cristo conosce perfettamente le nostre prove e le nostre sofferenze, perché Lui le ha provate per primo, grazie alla Sua espiazione infinita.

Non è sempre facile sottoporsi alla volontà del Signore, mentre lottiamo con le difficoltà e la tristezza, ma questo è possibile quando ci umiliamo e riconosciamo la Sua mano Onnipotente nella nostra vita.

Rimettiamoci nelle Sue mani, lasciamo che Egli possa finire l’opera che ha iniziato su di noi, alziamo lo sguardo a Lui e gioiamo della possibilità che ci è stata data di vivere questa esperienza terrena.

Dio ci ha lasciati liberi di scegliere, ma sono molte le cose da fare, il nostro contributo sarà unico e prezioso e non terminerà nel giorno in cui lasceremo questa vita mortale.

La pazienza nelle avversità, nella malattia, nella sofferenza, nelle prove e nelle delusioni, è fatta di piccoli traguardi giornalieri, di lotte silenziose nei meandri della nostra anima, di rassicurazione, di conforto e di rivelazioni personali in cui la voce calma e sommessa dello Spirito, si fa chiara nella nostra mente e nel nostro cuore.

Dio è al comando e prenderà parte alle nostre battaglie, non saremo abbandonati in questo viaggio terreno. La presa ferma del Vangelo e della speranza ci solleverà guidandoci verso l’esaltazione alla presenza del nostro Creatore, il Dio degli Eserciti.

Questo articolo è stato scritto da Sabrina Santalena

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Sabrina Santalena

Sabrina vive in Toscana a due passi dal mare, è diplomata in pianoforte e ha studiato composizione presso l’Istituto Superiore di Alta formazione artistica e musicale “Pietro Mascagni”. Ha molti interessi fra i quali, oltre a quelli musicali, la scrittura creativa, fare sport fra la natura e viaggiare per conoscere nuove lingue e culture. Ha vissuto importanti esperienze lavorative sia in Italia che all’estero. Ha svolto volontariato come soccorritrice del 118 e presso l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti Onlus. Ha servito come missionaria in Inghilterra e sta tuttora svolgendo incarichi per la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi giorni di cui è felice di far parte. Il Vangelo di Gesù Cristo le ha donato molto arricchendo la sua vita, per questo desidera condividerlo per un arricchimento comune di valori spirituali, sociali, culturali e di fede.

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