perdono nella prossima vita

Tutti abbiamo provato ad immaginare la prossima vita. I dirigenti che ne hanno avuto una visione ed altri che hanno vissuto esperienze di pre-morte, ci hanno assicurato sulla sua immensa bellezza, sulla luce abbagliante e sulla sensazione di essere immersi nell’amore.

Molti di noi immaginano il paesaggio, l’ambiente, i nostri cari. Naturalmente noi non sappiamo veramente come sarà ed in che modo la nostra vita quotidiana verrà gestita: i “giorni” saranno come li conosciamo?

La gente ha scherzosamente speculato su quale coniuge controllerà il termostato e quale musica preferita verrà trasmessa. Ma c’è una cosa di cui possiamo essere certi: porteremo con noi i nostri rancori.

E non è così divertente da immaginare, vero? Quelle spine nelle nostre anime, quelle rocce frastagliate che ci siamo rifiutati di buttare, non evaporeranno magicamente. Noi non supereremo improvvisamente tutte le nostre debolezze, il nostro orgoglio, i nostri risentimenti.

Avremmo dovuto farlo sulla terra. Se non possiamo perdonare qualcuno qui, quegli stessi sentimenti rimarranno nel nostro cuore quando passeremo attraverso il velo. E, purtroppo, questi saranno ostacoli al nostro progresso.

Che cosa accadrà quando incontreremo quella persona che non siamo riusciti a perdonare? Che cosa succederà se quella persona ci ha preceduto nella morte e, quando arriveremo, avrà avuto anni per imparare, pentirsi e crescere?

Quando moriamo non veniamo congelati come le persone nei baccelli criogenici che vediamo nei film.

Noi continuiamo ad imparare, crescere e progredire. Cristo ci ha insegnato che se non ci pentiamo qui, nella mortalità, dovremo farlo nella prossima vita e soffrire proprio come ha fatto Lui. In quel modo, il pentimento avviene sicuramente.

Ma cosa succede se loro sono completamente cambiati e noi semplicemente non possiamo accettarlo?

Ho parlato con molte donne che dicono di non voler essere suggellate ad un marito defunto o ad un padre crudele, ma ricordo loro che nessuno è mai stato incatenato ad un compagno oppure ad un familiare indegno. Il Padre celeste non lo farebbe mai.

Ma se questa persona ha finalmente superato i suoi punti deboli e si è completamente trasformata nella persona giusta, nell’immagine stessa del suo vero potenziale?

Non è forse una possibilità? Perché non pensare al meglio ora e poi vedere che cosa si scoprirà nel prossimo regno, nella prossima vita? Potreste esserne piacevolmente sorpresi.

La prossima vita

Diversamente il suggellamento non verrebbe comunque garantito dallo Spirito Santo e non ci sarebbe alcun danno reale (per vedere un esempio di tale cambiamento, leggiamo le istruzioni di Cristo nel 3 Nefi 18:32:

“Nondimeno non lo scaccerete dalle vostre sinagoghe o dai vostri luoghi di culto, poiché dovrete continuare ad istruirlo; poiché non sapete se non tornerà e si pentirà, e verrà a me con pieno intento di cuore, ed io lo guarirò; e voi sarete gli strumenti per portare loro la salvezza“).

E, poi, che dire di noi? Che cosa succede se abbiamo nutrito un ostinato rifiuto a mettere da parte le ferite e gli abusi di questa vita? Che cosa accadrà se abbiamo continuato a pensare che certe persone fossero troppo orribili perché potesse avvalersi dell’espiazione di Cristo?

Naturalmente, il modo migliore per prepararsi alla prossima vita è nel momento in cui è più facile farlo: qui ed ora. Questo è il momento per vincere la nostra natura, la nostra critica autocommiserazione, la nostra avversione per gli altri.

Questo è il posto dove abbiamo bisogno di rinunciare alla speranza di vendicarci e poter  vedere qualcun altro soffrire tanto quanto noi vorremmo.

Questo è il momento in cui abbiamo veramente bisogno di mettere via il rancore in modo definitivo. La vita sulla Terra è il momento per perfezionare i nostri cuori e allinearci onestamente con la compassione e la carità che, come sappiamo, dovremmo mostrare.

Invece di essere trovati con delle valutazioni negative nei nostri cuori, dovremmo entrare nell’aldilà purificati e perdonati, sapendo che potremmo incontrare degli ex nemici e sentire nei nostri cuori solo il perdono e l’amore.

Questo non vuol dire che sia un processo facile. Ogni giorno la gente viene riportata a casa, molti senza preavviso. Nessuno di noi conosce la propria data di partenza e sarebbe saggio dedicare del tempo a capire e valutare dove ci troviamo e come ci sentiamo nei riguardi del nostro prossimo.

Se ci sono individui che ci hanno causato dolore e sofferenza, abbiamo la necessità di metterci in ginocchio ed implorare Dio di avere la forza di superare questi sentimenti, metterli da parte e sostituire il risentimento con il perdono.

Dobbiamo pregare per avere una maggiore fede ed una più profonda fiducia in Dio, che farà tutte le cose per bene. Se qualcuno deve essere punito, Dio se ne occuperà, non abbiamo bisogno di fantasticare su come potrebbe essere.

E mentre preghiamo di essere in grado di perdonare gli altri, quello potrebbe anche essere un buon momento per renderci conto che, spesso, guardiamo le cose dal lato sbagliato. C’è qualcuno a cui avete fatto un torto, nel vostro passato?

Implorare il loro perdono potrebbe essere un passo meraviglioso da compiere. E’ umiliante ma è anche vitale per la nostra consapevolezza che tutti noi siamo solo persone e tutti abbiamo bisogno del balsamo di guarigione ed essere perdonati.

Allora, non sarebbe meraviglioso passare attraverso il velo e sentire una vera gioia con ogni singola persona che incontrate dall’altra parte? Sicuramente quella gioia e quell’amore per gli altri è parte della vita celeste.

E se quel regno è il nostro obiettivo, come dovrebbe essere, allora dobbiamo iniziare a camminare sulla strada giusta fin da oggi. Buttate via quelle rocce e viaggiate leggeri. E’ l’unico modo di volare.

Questo articolo è stato originariamente scritto da Joni Hilton ed è stato pubblicato su ldsliving.com, intitolato Forgiveness in the Next Life Italiano ©2017 LDS Living, A Division of Deseret Book Company | English ©2016 LDS Living, A Division of Deseret Book Company

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Cinzia Galasso

Cinzia è un'impiegata ed una traduttrice. Ha una laurea in Scienze dell'Educazione e ha anche insegnato, per un paio di anni, a bambini della scuola materna, un lavoro che ha amato molto. E' stata un'insegnante nelle classi della Società di Soccorso, delle Giovani Donne e dell'Istituto. Ha molti interessi: patchwork, quilling, oli essenziali. Le piace prendersi cura di sè con soluzioni naturali. E' vegana e ama gli animali e la natura ed è fermamente convinta che le creazioni di Dio siano sacre. E' una volontaria dell'ENPA, un'associazione italiana, per la protezione degli animali ed è anche un membro di Greenpeace e del WWF. Ama passare il tempo con la sua famiglia e i suoi amici. Ama il vangelo di Gesù Cristo e sa che le famiglie sono eterne.
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