Mobbing

Uno dei fenomeni del quale si sente tanto parlare nel mondo del lavoro e non solo, e che purtroppo si sta affermando sempre di più ed a cui, alcune volte, non si riesce a trovare una soluzione è quello del mobbing. Per mobbing si intende una pratica persecutoria, addirittura di violenza psicologica, nei confronti di un lavoratore per costringerlo alle dimissioni o comunque ad uscire dall’ambiente lavorativo.

COME HO SCONFITTO IL MOBBING

Molte persone hanno dovuto o si trovano attualmente a dover affrontare tale fenomeno e le conseguenze ad esso connesse.

Infatti, mentre alcuni trovano il coraggio e la forza di reagire, tanti altri si ritrovano a dover subire passivamente ed ingiustamente questa condizione acquisendo non pochi problemi psico – esistenziali ed, a volte, arrivando anche al suicidio. In questo articolo non intendo parlare di cosa è nello specifico il mobbing e che cosa è possibile fare per evitarlo.

Intendo invece portare la mia esperienza diretta  che spero possa essere di riferimento per molte persone. Esperienza che, di sicuro, non sarei mai riuscito ad affrontare se non grazie al Signore ed ai Suoi comandamenti importanti finalizzati a farci fare la scelta giusta anche nei momenti più critici.

VI RACCONTO UNA STORIA

Dopo aver terminato gli studi ho avuto la fortuna di poter fare un tirocinio formativo e mettere così in pratica tutto quello che avevo imparato durante gli anni universitari.

Fu una esperienza veramente molto bella non soltanto per il tipo di lavoro che avevo svolto, ma anche e soprattutto per il bellissimo ambiente in cui mi ero trovato ad operare, il supporto ed i consigli di vita che mi furono dati sia dal mio tutor che da tutti i miei colleghi di lavoro, esperienza che mi ha permesso di essere una persona molto più matura e responsabile.

Grazie a questo tirocinio sono riuscito a coltivare ed a sviluppare una serie di potenzialità che fino ad allora non sapevo nemmeno di avere. Infatti, grazie a questa fortificazione dello spirito, una volta terminata questa esperienza  ero così sicuro di me stesso e delle mie capacità che mi sentivo in grado di affrontare qualsiasi colloquio di lavoro.

Per questo motivo decisi di sostenere un colloquio presso un’azienda, molto simile a quella in cui ero in precedenza per i servizi che vendeva, che stava cercando una risorsa giovane da poter formare, ma che fosse piena di passione per il settore e desiderosa di imparare.

In quella occasione mi dimostrai molto umile ma al tempo stesso determinato a dimostrare il mio valore. Il colloquio andò bene, tant’è che iniziai il giorno successivo e mi venne prospettata la possibilità di una assunzione al termine del periodo formativo.

Non vedevo l’ora di cominciare e di poter fare squadra sia con il mio tutor che con i miei nuovi colleghi così come era stato nella precedente azienda.

Ma quando iniziai mi resi conto di essermi totalmente illuso. Mi ritrovai in un ambiente di lavoro molto freddo dove le persone erano considerate solo numeri e nient’altro. Inoltre, venni praticamente abbandonato a me stesso senza poter chiedere né consiglio e né aiuto a nessuno per le cose che non sapevo fare e per le quali ero andato li ad imparare.

Tant’è che quando venivano i clienti ed erano costretti a dover interagire con me, non sapevo assolutamente cosa dire e cosa fare. E quando chiedevo aiuto a colui che sulla carta doveva essere il mio tutor, lui si divertiva a rimproverarmi pubblicamente facendomi passare per un perfetto buono a nulla.

Ogni giorno e ogni momento i miei capi non facevano altro che rimproverarmi sia se non sapevo fare una determinata cosa, sia se non l’avessi fatta bene al cento per cento, per non parlare del fatto che mi stavano continuamente con il fiato sul collo. Mi sentivo veramente male.

Non riuscivo a capire per quale motivo mi avessero voluto se poi l’unica cosa che facevano era trattarmi male. Ma nonostante ciò, decisi di dimostrare che si sbagliavano a trattarmi così e, per questo motivo,  iniziai a fare ore extra e, per trovare l’energia per restare sveglio e concentrato durante quelle ore, incominciai a fare un uso spropositato di caffè.

Ma non servì a niente. La mia buona volontà  e voglia di imparare non venivano apprezzate, anzi venni ancora di più deriso e ghettizzato finendo per diventare lo zimbello buono a nulla dell’azienda.

La sofferenza dentro di me cresceva giorno dopo giorno al punto che,  per soffocare il dolore e la paura di non essere assunto, iniziai ad abusare non solo del caffè ma anche dell’ alcol. Non avevo ancora capito che stavo vivendo una situazione di mobbing. Sapevo soltanto che stavo per lasciarmi andare a poco alla volta e, quindi, stavo facendo il loro gioco.

LA PAROLA DI SAGGEZZA

Una mattina mentre stavo andando al lavoro, vidi due missionari della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni che fermavano le persone e parlar loro circa il Vangelo.

Per un istante mi ritornarono alla mente sia i bei momenti che trascorsi in quella Chiesa, che tutti gli interrogativi spirituali che ancora albergavano in me e che necessitavano di trovare finalmente una risposta.

Una domenica mattina decisi di andare da loro e manifestai la mia intenzione di conoscere di più riguardo al Vangelo. Iniziammo così durante la settimana a fare dei colloqui insieme. E mentre seguivo questi colloqui, ce ne fu uno che mi colpì tantissimo perché capitò al momento giusto.

Quel colloquio era incentrato sulla ”Parola di Saggezza”. I missionari dissero che il Signore vuole che ci prendiamo cura del nostro corpo perché una delle più grandi benedizioni che abbiamo ricevuto quando siamo venuti sulla terra è stata quella di avere un corpo fisico.

I nostri corpi sono santi e così importanti che il Signore li definisce dei templi ( La Sacra Bibbia, Corinzi 3:16). Per poter far questo Egli ci ha rivelato delle informazioni note come ”Parola di Saggezza”.

In essa apprendiamo diverse cose che dovremmo e non dovremmo fare per tenere in salute il nostro corpo. Lo spirito di questa legge prevede l’assunzione di cibi nutrienti e l’astensione da qualsiasi cosa crei assuefazione o sia nociva al nostro corpo.

Tra le cose che il Signore ci comanda di non assumere nel nostro corpo ci sono l’alcol ed il tabacco, che sono delle droghe ( Dottrina e Alleanze, 89:5–8), e di non fare uso di bevande calde come caffè e tè (Dottrina e Alleanze, 89:9).

Fino a quel momento non avevo mai considerato il mio corpo e la mia salute fisica come così importanti. Anzi, stavo facendo l’esatto opposto poiché, a causa di ciò che stavo attraversando, mi sentivo sbagliato e desideroso di distruggermi.

I missionari conclusero il colloquio dicendomi che se avessi rispettato questo comandamento sarei stato in grado sia di affrontare molte avversità, che di fare la scelta giusta perché avrei sentito forte dentro di me lo Spirito Santo che mi avrebbe guidato.

Ad avallare questa promessa dissero che ”coloro che obbediscono hanno la promessa che troveranno saggezza e grandi tesori di conoscenza, pure dei tesori nascosti ” (Dottrina e Alleanze, 89:19).

A seguito di quel colloquio smisi immediatamente di bere sia il caffè che l’alcol ed iniziai ad applicare nella mia vita questo comandamento per evitare di darla vinta a quelle persone.

Con il passare dei giorni iniziai a vedere e ad affrontare la situazione che stavo vivendo con un altro spirito. Infatti, quando i miei capi si rifiutarono di concedermi un giorno libero minacciando di licenziarmi, sostenendo che io non ero  altro che il loro schiavo, apparentemente mi mostrai sottomesso al loro volere.

Ma in realtà il giorno dopo mi presentai davanti a loro, e con molta tranquillità gli dissi che me ne sarei andato, facendogli capire che volevo ciò che mi spettava senza dover ricorrere ad eventuali strumenti coercitivi.

La situazione si concluse così nel migliore dei modi. Posso affermare che non se non avessi mai accettato il Vangelo, e quindi anche la Parola di Saggezza, non sarei mai e poi mai riuscito a mantenere la calma in una situazione così terribile.

Rifacendoci al titolo iniziale, un buon guerriero dovrà ricercare un corretto equilibrio psico-fisico (la mens sana in corpore sano dei latini) per affrontare e vincere le sfide che la vita ci propone ogni giorno. Il tutto sempre e comunque con l’ausilio della fede che deve guidare le nostre scelte.

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Alberto Battista

Alberto Battista è un giovane mormone da poco laureato e, quando non è impegnato nella ricerca di un lavoro ( quasi mai!), si dedica ad apprezzare le bellezze della vita prediligendo l'amore per gli animali e il body building. Ama molto i rapporti interpersonali e cerca di diffondere attraverso i suoi scritti la parola del Vangelo, che ritiene essere il '' bisturi '' per debellare il male che pervade la nostra società.

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