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Per molti, la musica è una comunicazione speciale con lo spirito di Dio e può esprimere la profondità di una testimonianza, che è difficile rendere con le parole. Questo è ancora più evidente, quando si sentono i potenti inni eseguiti dal Coro del Tabernacolo Mormone.

Durante la sessione di Sabato mattina della 186a Conferenza Generale della Chiesa, i membri sono stati toccati dalla splendida interpretazione di “Vieni, tu Fonte di ogni benedizione.”

Tuttavia, qualcosa di insolito si è verificato, durante l’inno, e i membri di tutto il mondo lo hanno notato. I sorrisi di solito tranquilli e composti del Coro, sono rapidamente cambiati, mentre la telecamera si focalizzava su un singolo membro, C. David Belt. Belt stava piangendo e cantando, attraverso le lacrime. I membri lo hanno subito guardato.

Abbiamo avuto l’opportunità di parlare con Belt di ciò che lo ha toccato e di come abbia ricevuto tutta quell’attenzione. Belt è nel coro da quasi nove anni e questa è stata la sua diciannovesima Conferenza Generale.

L’amore del Salvatore, gli inni e il Coro del Tabernacolo Mormone

C. David Belt ha detto: “Ogni volta che canto con il coro, sono così profondamente grato”. “Sono stupito che, fra tutte le persone di grande talento là fuori, che vorrebbero cantare con il Coro mormone del Tabernacolo, io riesca a stare in piedi, dinanzi al mio Creatore, e cantare le Sue lodi con questo meraviglioso gruppo di persone”.

Una delle cose che preferisco, dell’essere nel coro, sono gli arrangiamenti effettuati dal direttore musicale del Coro (direttore/compositore), Mack Wilberg. Sono “così belli, così eleganti, così eccitanti” ha detto Belt. “E’ come se egli avesse imbottigliato l’amore del Salvatore, condensato nel nettare più dolce che io possa arrivare a bere”.

L’espiazione è per ognuno di noi individualmente

Anche l’inno “Vieni, tu Fonte di ogni benedizione” non è diverso. Mentre Belt cantava, si sentiva il potere dell’espiazione lavorare su di lui.

“L’anziano Renlund aveva appena detto che il sacerdozio di Aaronne permette, ad una persona, di amministrare il sacramento e che il Salvatore ha compiuto l’Espiazione per ciascuno di noi, individualmente. Ho cominciato a piangere non appena è iniziata la canzone.

Amo le canzoni sulla grazia di Gesù Cristo, su come Egli abbia pagato per i miei peccati. E’ qualcosa di molto personale, per me. Avevamo appena cantato:

Egli per salvarmi dal pericolo ha versato il suo sangue prezioso. Ha pagato per i MIEI peccati, per ME. Poi abbiamo cantato: Sono incline a vagare, Signore, lo sento. Incline a lasciare il Dio che amo! Ecco il mio cuore. Oh, prendilo e sigillalo. Sigillalo per i tuoi luoghi superiori.

Amo il mio Salvatore e io sono così grato per quello che ha fatto per me. Canzoni come questa, mi toccano davvero”.

Toccare la vita e il cuore degli altri attraverso i propri talenti

Belt è umiliato e grato che la sua testimonianza, attraverso la musica, abbia toccato tante persone.

“Prego di essere in grado di aiutare qualcuno, in qualche modo. Sono solo una delle 360 voci e tutti noi amiamo il Signore e amiamo cantare le sue lodi”.

Questa è una cosa che Belt si è voluto assicurare che tutti sapessero: “Tutti noi abbiamo il potere di cambiare la vita di coloro che ci circondano, condividendo i nostri talenti”. Egli ha raccontato un’altra potente esperienza che ha avuto con il Coro.

Un signore anziano, alto e così magro da essere quasi scarno, si avvicinò a Belt e gli chiese di parlare con lui. Indossava un abito scuro e un cappello di feltro marrone scuro. Era il 14 Marzo 2014 e il Coro aveva appena finito la giornata di prove, per la loro trasmissione settimanale.

Il vecchio tese una mano ossuta e si presentò.

“Ho bisogno di parlarti” disse, con un leggero tremito nella voce. “Sto attraversando un momento davvero brutto della mia vita, ultimamente. Mia moglie ha la demenza.

Sono il suo unico sostegno, da due anni. Sono venuto qui, oggi, nella speranza di incontrarti. Ogni Domenica, quando guardo ‘La musica e la parola’, io ti guardo. Tu canti con una tale gioia ed entusiasmo. Hai letteralmente salvato la mia vita, diverse volte”.

Belt ne fu stordito e riuscì a rispondere solo un ‘grazie’, mentre teneva la spalla dell’uomo. E’ stata un’esperienza molto emozionante per Belt, che ha cercato l’uomo tra il pubblico, ma non è riuscito a vederlo. L’esperienza è rimasta con lui.

“So che facciamo del bene, come membri del coro. Tocchiamo la vita e il cuore delle persone. Ma questa sacra esperienza l’ho portata a casa con me, in un modo molto personale” ha detto Belt. “Ognuno di noi influenza coloro che abbiamo intorno, le persone che amiamo, i nostri vicini, i colleghi di lavoro o anche gli sconosciuti.

Potrebbe essere un atto deliberato di gentilezza o semplicemente un sorriso e una parola gentile. Oppure potrebbe essere semplicemente il canto del cuore. E, nella maggior parte dei casi, non sappiamo mai chi abbiamo toccato e come”.

Questo articolo è stato originariamente scritto da Aleah Ingram e pubblicato sul sito ldsdaily.com . Questo articolo è stato tradotto da Cinzia Galasso.

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Cinzia Galasso

Cinzia è un'impiegata ed una traduttrice. Ha una laurea in Scienze dell'Educazione e ha anche insegnato, per un paio di anni, a bambini della scuola materna, un lavoro che ha amato molto. E' stata un'insegnante nelle classi della Società di Soccorso, delle Giovani Donne e dell'Istituto. Ha molti interessi: patchwork, quilling, oli essenziali. Le piace prendersi cura di sè con soluzioni naturali. E' vegana e ama gli animali e la natura ed è fermamente convinta che le creazioni di Dio siano sacre. E' una volontaria dell'ENPA, un'associazione italiana, per la protezione degli animali ed è anche un membro di Greenpeace e del WWF. Ama passare il tempo con la sua famiglia e i suoi amici. Ama il vangelo di Gesù Cristo e sa che le famiglie sono eterne.
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