Dubbi

La società odierna, altamente progredita nella conoscenza scientifica così come nel continuo rinnovamento tecnologico, potrebbe stimolare nella mente di una buona parte dell’umanità, la sottile convinzione che l’uomo sulla base di tale costante evoluzione possa arrivare a conoscere l’esistenza di Dio, lo scopo di questo mondo e tanti altri profondi interrogativi, appoggiandosi esclusivamente sugli studi secolari.

Questo modo di pensare mi apparteneva completamente fino ad una decina di anni fa. “Prima o poi troveremo risposta a tutto” mi dicevo, “ la scienza si sta evolvendo così velocemente che ben presto scopriranno ogni cosa ”. Queste ad altre convinzioni erano padroni assoluti dei miei limitati schemi mentali.

Malgrado ciò, il desiderio di avere delle risposte immediate e delle spiegazioni sui quesiti esistenziali, si faceva sempre più ardente e si manifestava sempre con maggiore insistenza durante le mie giornate.

Spesso passavo ore a chiedere a me stesso, come un’anima affamata ed inquieta: ”perché siamo qui?”, “ chi sono?”, “da dove vengo?”, “dove andrò dopo la morte?”. Il mio bisogno di sapere divenne talmente grande che giunsi alla conclusione che finché non avessi soddisfatto tale necessità, la mia vita non avrebbe avuto un senso compiuto.

LA MENTE ED UN CUORE APERTO

Durante il mio periodo di ricerca della Verità, così immerso com’ero nelle filosofie che negavano l’esistenza di Dio, non mi era mai passato per la mente il concetto che la conoscenza spirituale potesse avere delle regole differenti rispetto alla mera acquisizione dell’istruzione secolare.

Nel frattempo, pertanto, proseguivo i miei studi scolastici conservando dentro di me l’insoddisfazione legata alla negazione del mio bisogno principale, conoscere lo scopo e l’origine dell’esistenza. Ben presto, però, le cose sarebbero radicalmente cambiate.

La mia giovane mente, infatti, fu influenzata da uno dei famosi filosofi dell’antica Grecia: Socrate. Uno dei suoi celebri e per me indimenticabili insegnamenti era condensato in questa semplice ma profonda dichiarazione: ”Chi sa di sapere non sa, chi sa di non sapere, sa”.

Queste parole mi aiutarono a rivisitare la mia posizione di fiducia assoluta nella capacità del progresso scientifico di rispondere ai quesiti dell’anima.

Pur non credendo in Dio, né in alcuna forma di spiritualità, mi resi pertanto conto che non potevo essere certo di nessuna delle mie posizioni e ancora di meno potevo avere opinioni sicure su questi temi, né d’altronde pensavo che qualcuno potesse averle.

Con questa nuova attitudine ero spesso propenso ad immergermi volentieri in conversazioni aperte su argomenti quali l’esistenza di Dio, con chiunque desiderasse confrontarsi con me. Ero pronto a mettere totalmente in discussione tutte le mie convinzioni e ad ascoltare con genuina sincerità le idee degli altri.

LA CHIAVE CHE APRE LE PORTE DELLA CONOSCENZA SPIRITUALE

Gesù e i bambiniFu in questa fase della mia vita che i missionari della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli ultimi giorni mi invitarono ad avere una conversazione con loro. Come di consueto di fronte ad una richiesta di confronto di opinioni, non mi tirai assolutamente indietro.

Quando mi raccontarono la storia del profeta Joseph Smith, mi descrissero abbastanza dettagliatamente la sua intensa ricerca della Verità; nel farlo, citarono un versetto della Bibbia che aiutò il giovane Joseph a raggiungere il suo obiettivo e che si trova in Giacomo 1: 5”  Che se alcuno di voi manca di sapienza, la chiegga a Dio che dona a tutti liberalmente senza rinfacciare, e gli sarà donata”.

Per la prima volta dinanzi ai miei occhi si rivelò un sistema di acquisire conoscenza per me inedito, di cui non avevo mai sentito parlare e che, tuttavia, mi sembrò anche molto logico e valido.

“Come potevo sperare di conoscere l’esistenza di Dio se non avevo mai provato a comunicare con Lui ? come avevo fatto a non pensarci prima?” Quest’idea, nuova e differente da tutte le convinzioni acquisite nella mia giovane vita, si fece spazio nella mia mente come qualcosa di semplice e stupendamente coerente.

A questo punto il mio interesse per quello che i missionari avevano da dirmi crebbe, così, invece di rigettarli, mi fermai ad ascoltare il loro messaggio senza opporre alcuna resistenza.

Ciò permise a quei giovani servi del Signore di condividere la loro umile testimonianza della chiamata profetica di Joseph Smith quale strumento, nelle mani dell’Onnipotente nella nostra epoca, per la restaurazione della Chiesa di Gesù Cristo con la sua pura ed originale dottrina e nella sua corretta organizzazione.

Prima di separarci, inoltre, i missionari mi spiegarono che avrei potuto sapere da me stesso mediante il potere dello Spirito Santo se il messaggio che avevano condiviso con me fosse vero, semplicemente chiedendo a Dio in preghiera.

Le loro parole risuonarono nella mia anima come una dolce melodia e come una tangibile risposta al mio bisogno di sapere. Accettai l’invito dei missionari con entusiasmo realizzando proprio in quell’istante che se fosse esistito un Dio, effettivamente soltanto Lui e nessun altro avrebbe potuto indicarmi la via giusta da percorrere.

Per Conoscere Ciò Che è in Alto Bisogna Andare in Basso

Nei giorni e nelle settimane che seguirono quel primo incontro, determinato a conoscere la Verità, continui a farmi istruire dai missionari e soprattutto a chiedere al Padre Eterno una conferma della Sua esistenza e della veridicità di ciò che mi veniva periodicamente esposto.

Era evidente per me che se quel messaggio fosse stato veritiero, tale conoscenza sarebbe stata un tesoro preziosissimo ed avrebbe cambiato per sempre la mia vita. Ora la mia mente era costantemente occupata da un unico pensiero: “tutto questo è vero oppure no?”.

Nulla sembrava più importante, ed effettivamente non lo era. Ricevere conoscenza spirituale, però, richiede impegno, sacrificio, desiderio profondo e soprattutto la determinazione ad agire in base alla conoscenza che si ottiene.

Dopo un certo periodo di tempo, direi quando manifestai una fede sufficiente, Dio rispose alla mia preghiera e confermò alla mia anima in una maniera assolutamente inconfutabile che Egli esiste, che siamo tutti Suoi figli e che la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli ultimi giorni è veramente la Sua Chiesa, guidata da Lui stesso attraverso autentici Apostoli e Profeti moderni, chiamati dal Salvatore proprio come nei tempi antichi.

Anche nella nostra epoca ultra moderna e sviluppata le conoscenze più preziose spesso si ottengono quando siamo in “basso”, in ginocchio nel tentativo di comunicare sinceramente ed umilmente con nostro Padre: “Sì, colui che si pente ed esercita la fede e produce buone opere, e prega continuamente senza posa: a costui sarà dato di conoscere i misteri di Dio;”(ALMA 26:22).

Questo articolo è stato scritto da Roberto Scordari

Risorse aggiuntive:

Se volete saperne di più sui mormoni, cliccate qui.

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